Fra gusto personale e vecchie abitudini
Fin dalla sua nascita, la profumeria di nicchia ha accantonato il concetto di profumo maschile o femminile concentrandosi esclusivamente sul nostro piacere, ma alcune barriere sono difficili da abbattere e alcuni sentori continuano ad avere, per questioni di vissuto personale e culturale, una divisione fra donna e uomo.
E se è sempre stato più semplice per una donna attingere dallo scaffale dei profumi maschili, lo stesso discorso non è valido al contrario. La suddivisione netta a cui ci ha abituato la profumeria commerciale non aiuta l’uomo ad avvicinarsi al mondo della profumeria “femminile”, considerata così per la presenza di note fiorite, fruttate e dolci. Così, un po’ per gusto personale e tanto per cultura, i fiori sono una dimensione olfattiva difficile da far amare a un pubblico maschile.
Certo, se ci spostassimo verso oriente, questo discorso prenderebbe una sfumatura diversa. Prendiamo per esempio la Rosa, fiore per noi simbolo di femminilità e accoglienza materna, legato al culto della madonna, diventa per gli arabi un profumo maschile dotato di intensa sensualità.










